Un giorno come tanti

Buonasera a tutti! ➰️
Oggi è una giornata molto importante, il tristemente noto anniversario della strage di Bologna.
Era un giorno come tanti, il 2 agosto 1980, un giorno di quelli che in città non fa ancora il caldo di oggi ma in città non si può stare perché a Bologna c'è il clima continentale (rigido d'inverno e torrido d'estate), e allora la gente parte, vuole andare altrove e per farlo prende giustamente il treno alla stazione, una stazione piena di vita, di famiglie e di turisti, di tassisti e di capitreno, dove c'è un ristorante con le fettuccine più buone del mondo e la contabilità gliela tiene un gruppo di ragazze con le divise eleganti e la fila di ammiratori.
Ma soprattutto, è la prima estate del primo anno di un'epoca nuova, gli Anni Ottanta, che aveva dato inizio al Reflusso, a un periodo cioè in cui si cercava un po' di leggerezza e disimpegno rispetto all'Italia iper-politicizzata e tesa dei precedenti Anni di Piombo. 
Ecco, come potevano tutti quelli che stavano lì, quella mattina alle dieci e venticinque, immaginare che qualcuno avesse piazzato una bomba in una valigia nella sala d'attesa, e che quella stessa bomba avrebbe ucciso un sacco di gente che stava facendo cose normali?
Era stata opera delle Brigate Nere, nemiche giurate delle Brigate Rosse, agli estremi opposti della politica, entrambi radicalizzati, gli uni protagonisti dei rapimenti illustri e gli altri delle stragi di massa, come questa perlappunto. 
Tutte le ambulanze possibili e immaginabili vennero impiegate dall'Ospedale Maggiore per trasportare morti e feriti, e quando finirono le ambulanze si fece ricorso agli autobus.
La cronaca degli aiuti fu seguita da un giovane Bruno Vespa.
Molte furono negli anni le testimonianze: l'unica superstite tra le ragazze della contabilità; un capotreno che stava per mettersi alla guida; l'autista del celebre Autobus 37 che trasportò molta gente ustionata; la componente di una famiglia la cui nonna aveva regalato a tutti una vacanza a Brunico; un passeggero che perse la suocera; una dottoressa dell'Ospedale Maggiore.
Nelle mie storie di Wattpad mi è capitato di raccontare eventi che hanno diviso a metà le vite dei protagonisti tra un prima e un dopo.
In Liceo Da Vinci il 3 giugno 2018 è una data che Alberto non scorderà mai più perché perde per sempre Bianca, per un'operazione al midollo non andata a buon fine: avevano fatto l'amore la sera prima sulle note, guarda caso, de L'ultima notte al mondo di Tiziano Ferro. 
In Tra le stelle e i fiori Giulia e Lorenzo si ritrovano proprio a Milano, a poche ore dalla strage di Piazza Fontana il 12 dicembre 1969, e nell'albergo dove si sono rifugiati lei trova il coraggio di dirgli che il padre biologico della piccola Alba Guerrieri non è Andrea ma lui.
In Storia d'amore e di guerra Enrico si ritrova in un treno preso di mira dalle forze tedesche di stanza a Roma del generale Kesselring, il quale non voleva che arrivassero aiuti ad Anzio e aveva ordinato a Gianfranco Menotti di far saltare in aria tutti i treni che rifornivano il luogo dello Sbarco degli Alleati: il giovane Belmonte desiderava ricongiungersi a Roma con Giada, che ignara tornava da Ginevra, dove aveva accompagnato Luciana a sentire la conferenza di Altiero Spinelli (imparentato proprio con Giada) ed Ernesto Rossi il 25 aprile 1944.
In Hotel Torriani l'hotel è afflitto da una triste notizia: nella notte del 26 giugno 2024 è morta la signora Elvira, un'ex long stay che amava le piante e aveva incoraggiato Guido a riprendere gli studi, e lui, che le era molto affezionato, si ritrova a saperlo mentre in albergo si preparano grandi novità per contrastare un'altra Beffa di Roscioli, che lo vedono tra i protagonisti. 
Bologna nel cuore una vecchia stazione, canzoni d'amore del dopo, diceva Ligabue in Made in Italy (2017): la vita è andata avanti, ma l'orologio è rimasto col vetro rotto e fermo alle dieci e venticinque, affinché nessuno possa dimenticare. 🕥

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