Basta la parola

Buonasera a tutti! 👱‍♀️
Proprio ieri è stato quinto anniversario della morte di Raffaella Carrà: se ne andava il 5 luglio 2021, in piena pandemia di Covid-19, ma non fu il Coronavirus a ucciderla, bensì un tumore ai polmoni a 78 anni.
Era scomparsa dalle scene da parecchio proprio per curarsi.
Raffaella Carrà è stata una vera e propria icona sotto tutti i punti di vista: ci ha insegnato ad essere più liberi a livello di costumi e sessualità, a sdoganare tanti tabù, a capire che a volte anche un po' di leggerezza non è peccato.
Nata a Bologna, ha passato l'infanzia a Bellario, il paese della nonna Andreina, che lì aveva un bar, e il suo sogno principale era quello di diventare una ballerina classica: ma l'eccessiva disciplina ferrea la spinse verso la danza moderna, dove si applicò con costanza.
Il suo vero cognome era Pelloni e il suo vero esordio fu al cinema, a otto anni, nel film Tormento del passato (1952) a cui seguirono altri piccoli ruoli, poi ne vennero altri più importanti, accanto a personaggi del calibro di Marcello Mastroianni, Raimondo Vianello, Virna Lisi e Frank Sinatra; fu allora che le consigliarono di cambiare cognome: Pelloni poteva essere pronunciato male, quindi il suo agente decise di giocare sul nome pittorico Raffaella e di associarlo ad un cognome d'arte su quella falsariga, preso dal pittore Carlo Carrà. 
La sua grande fortuna però arriva negli Anni Settanta come showgirl, ruolo con cui può esprimere la sua vitalità in programmi come Canzonissima e Milleluci (condotto con Mina) e ballò il Tuca Tuca prima con Enzo Paolo Turchi, e lo considerarono scandalosissimo, poi con Alberto Sordi, a cui avrebbero perdonato tutto perché era amatissimo.
Lavorò anche in Spagna dal 1975 al 1980 e diventò ancora più iconica che in Italia: infatti ha sempre considerato il paese iberico come una seconda casa.
Fece un'importante tournée in vari paesi, tra cui il Canada e l'America Latina.
Tornata in Italia condusse Fantastico 3, il Festival di Sanremo del 1983 e nello stesso anno sostituì Gianni Morandi in un'invenzione straordinaria: la conduzione della fascia del mezzogiorno televisivo nel programma Pronto, Raffaella? del fidanzato Gianni Boncompagni, fino al 1985.
Passò per un breve periodo a Mediaset, dove conobbe il nuovo compagno, il ballerino Sergio Japino, per poi tornare in Rai.
Uno dei suoi show più famosi fu Carramba, che sorpresa!, dove faceva rincontrare persone che abitavano lontane e che non si vedevano da tanto tempo, a cui seguì un'edizione abbinata alla Lotteria Italia Carramba, che fortuna!
Tornò in tv rispettivamente nel 2004 con Sogni e nel 2006 con Amore.
Pur non essendo formalmente una cantante, incise tante canzoni che ancora oggi attraversano i decenni: A far l'amore comincia tu, Fiesta, Pedro, Tanti auguri, Fatalità, Ballo ballo, Forte forte forte, E salutala per me, Maga Maghella, Sogni, Il mio fratellino a distanza.
L'ultimo suo programma nel 2019 fu A raccontare comincia tu, dove intervistò Fiorello, Loretta Goggi, Renato Zero e Maria De Filippi.
Nello stesso anno fu lei, insieme ad Achille Lauro, ad accompagnare Fiorello fino agli studi Rai dove avrebbe condotto Viva Raiplay!, programma ideato per lanciare la piattaforma.
Il suo buen retiro era l'Argentario in Toscana, dove passava le estati insieme ad altri vip e si divertiva a giocare a burraco. 
È diventata un'istituzione, tant'è che quando dici Carrà, è come citare un'antica pubblicità di Carosello: Basta la parola!
Già, basta citare lei e i suoi programmi per tornare ad un'Italia più semplice ma anche più vogliosa di acculturarsi, in cui se scoprivi una parola nuova come ad esempio precivitevolissimevolmente, non era come oggi che basta mettere mano allo smarphone: allora i cellulari non c'erano o erano scatolette primitive, e i computer erano elitari e usati nei grandi laboratori, e quindi dovevi avere la pazienza di andare in biblioteca a cercare la parola in questione sull'enciclopedia. 
Nelle mie storie su Wattpad Raffaella Carrà è un'importante guest star in Tra le stelle e i fiori, che la protagonista Giulia e sua figlia Alba conosceranno nel 1974 a Milleluci con Mina, come già accennai nel precedente post La notte è piccola per noi.
Ultimamente è uscito fuori che ha nominato anche un figlio adottivo, il suo bodyguard Gianluca Bulzoni, oggi Pelloni come lei.
Non ci sarà un'altra Raffaella Carrà, per questo la ricorderemo sempre con la sua risatona e le sue indimenticabili coreografie. 
Qual è stata la vostra trasmissione, canzone, coreografia preferita della Carrà?
Scrivetelo nei commenti!


Commenti

Post popolari in questo blog

Buonasera e benvenuti!

Il nostro concerto

La notte è piccola per noi