Il valore reale del tempo

Buonasera a tutti! 🩵
Oggi è una giornata particolare perché cominciano gli orali di maturità: è il momento clou dell'esame di Stato, quello in cui tutti gli studenti devono dimostrare tutto quello che hanno imparato durante l'ultimo anno, oltre ad una relazione su eventuali esperienze lavorative, se ne hanno avute.
Quando feci l'orale di maturità, nel 2014, era molto diverso: avevamo la tesina con un argomento e un tot di materie da collegarci.
Io parlai del tema della nostalgia di un tempo felice partendo dal libro Arrivederci piccole donne di Marcela Serrano, e vi collegai greco (gli idilli dell'Arcadia), latino (la Bucolica IV di Virgilio), italiano (il fanciullino di Pascoli), inglese (Ode all'urna greca di Keats), filosofia (il mito del buon selvaggio di Rousseau) e storia (le migrazioni italiane nelle Americhe e in Australia e la nostalgia di casa).
Anche oggi abbiamo un'età dell'oro di cui avere nostalgia, che si manifesta con canzoni, film e serie tv: gli Anni Novanta e i primi del Duemila. 
È stata infatti l'ultima epoca "sana" che abbiamo vissuto, non nel senso che non ci fossero problemi a livello geopolitico (basti pensare alle conseguenze del post-Muro di Berlino e la guerra tra Serbia e Bosnia-Erzegovina), ma internet era appena arrivato con tutte le sue difficoltà (la mitica e rumorosa connessione col modem a 56k) e non essere sempre collegati dava il tempo di avere una vita, di respirare.
Allora non c'era il tempo reale: magari venivano su presidenti, nominati premi nobel, dichiarate guerre, stipulate paci la mattina, ma le masse lo venivano a sapere solo al telegiornale dell'una di pomeriggio, o a quello delle otto di sera.
Oggi nella mia zona c'è stato un blackout generalizzato e mentre aspettavo che ripristinassero la luce riflettevo sul fatto che mi sarebbe piaciuto sapere quanto sarebbe durato questo blackout, proprio in tempo reale.
Ma questo tempo reale è davvero reale, o ci ha fatto perdere il reale valore del tempo?
Non è una domanda marzulliana, è proprio una constatazione: abbiamo perso il senso dell'attesa.
Vogliamo sapere la durata di tutto, le notizie appena escono, quando qualcuno visualizzerà finalmente il nostro messaggio e ci darà la sua risposta a livello istantaneo. 
E con questo ci siamo disabituati ad aspettare e soprattutto a fidarci.
Nelle mie storie di Wattpad ho spesso affrontato il tema del tempo in tutte le sue sfumature. 
In Storia d'amore e di guerra San Felice Circeo nel 1940 era un paese fuori dal mondo, privo di stazione e arroccato sul promontorio, dove tutti si conoscevano: ma quelle quattromila anime sapevano che al momento giusto, con una notizia alla radio del bar dei Pizzopane o con un giornale all'edicola dei Martini il mondo sarebbe arrivato anche da loro.
In Tra le stelle e i fiori i protagonisti cercano di vivere il loro tempo, quello turbolento tra la fine degli Anni Sessanta e la prima metà dei Settanta: l'Italia si affaccia alle filosofie orientali, cominciano gli Anni di Piombo e la crisi petrolifera obbliga tutti all'Austerity; ma il mondo dello spettacolo in cui si muovono è evasione, divertimento, opulenza e invita tutti loro a cogliere l'attimo. 
In Hotel Torriani Alba si ritrova a correre contro il tempo per redigere il piano marketing per salvare l'albergo, per farlo accettare ai proprietari più restii, per convincere tutti che, anche se è l'ultima arrivata, le sue idee sono valide: Guido è accanto a lei anche se ancora non possono stare insieme, e su di lui il tempo morde particolarmente in quei giorni.
E voi avete fatto caso all'ultima volta in cui avete avuto del tempo per voi?
Se sì, cosa avete fatto di bello?
Scrivetelo nei commenti! 😍

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