Siamo tutti biodiversi
Buongiorno a tutti! 😍
Oggi si celebra una ricorrenza molto speciale: è infatti la Giornata Mondiale della Biodiversità.
È infatti il momento in cui si celebra ufficialmente il mosaico multicolore e multispecie di cui è composto il nostro pianeta: le terre, le acque, i cieli e tutte le specie che vi abitano, come i batteri, gli animali, le piante e ovviamente noi umani, che ci crediamo tanto grandi, quando siamo un piccolo ingranaggio del grande ecosistema della natura, ma spesso e volentieri ce ne dimentichiamo con le guerre, l'inquinamento e l'appiattimento generale delle relazioni.
Nel tempo infatti, con l'ossessione di essere tutti uguali siamo solo diventati tutti uniformi, e l'avvento del tempo reale ci ha privato del senso dell'attesa, che lasciava al mondo alcune zone d'ombra e di mistero, che venivano gradualmente scoperte ma fino a quel momento gli donavano profondità.
Oggi si va dove ci porta il cloud, che ci permette di "mettere le radici ovunque senza metterle da nessuna parte"; si paga con le carte di credito, senza spendere un centesimo di più o di meno e dimenticando la sensazione tattile dei contanti; si crede che vietando questo o quel termine specifico perché politicamente scorretto si eluda il problema; si pensa che, se non rispondi istantaneamente ad un messaggio su un gruppo Whatsapp, con un like a un post su Facebook o con un cuore su una storia di Instagram sei un insensibile e non sai fare l'amico.
Giornate come queste non dovrebbero corrispondere alle celebrazioni di un giorno e poi tutto come prima, ma ci dovrebbero ricordare che queste differenze che vediamo come il nemico pubblico numero uno sono una cosa sana, purché non diventino muri, vere e proprie barriere architettoniche mentali.
Nelle mie storie di Wattpad ho implicitamente affrontato il discorso della biodiversità, creando veri e propri ecosistemi narrativi nelle mie saghe e nelle mie opere uniche.
In Storia d'amore e di guerra, la San Felice Circeo degli Anni Quaranta, quella in cui crescono i Magnifici Dodici, è un vero e proprio esperimento sociale, dove autoctoni, gente di fuori e persone provenienti dal nord-est si sono unite un po' per abitudine e un po' per imposizione, ma alla fine i legami li hanno creati per davvero.
In Liceo Da Vinci affronto invece l'ecosistema scolastico, dove l'istituto romano fa da sfondo alle storie di professori, alunni, collaboratori scolastici e familiari, e tali storie non rimangono confinate in quelle mura, ma proseguono anche fuori.
In Quartiere Anceschi il contesto della periferia est di Roma è un ecosistema soffocante e pieno di biodiversità degradata, ma i protagonisti hanno il coraggio di essere diversi a loro volta, di uscirne, di andare a cercare altri ecosistemi dove verranno finalmente capiti e accettati.
In Hotel Torriani lo storico albergo è il teatro delle vicende di receptionist, cameriere, cuochi, baristi, addetti agli uffici, facchini, manutentori e autisti, che fa scoprire alla protagonista Alba il valore di questo ecosistema, facendole rendere conto di quanto vada protetto da chi cerca di distruggerlo.
Perciò quando un partner non vi risponde dopo cinque minuti non vi arrabbiate con lui, se un amico la pensa diversamente da voi non rispondete per slogan: motivate le vostre ragioni in maniera che risultino ugualmente importanti, esattamente come la coesistenza di un gatto, di un pesce, di un uccello e di un uomo sulla stessa Terra. 🌎
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