174 anni di coraggio

Buonasera a tutti 😍 
Oggi si celebra una giornata importante in Italia, in Piazza del Popolo a Roma: è il 174° anniversario della fondazione della Polizia di Stato.
Venne fondata nel 1852, quando mancavano ancora nove anni all'Unità d'Italia (1861) e dodici alla Breccia di Porta Pia (1870), e da allora ne ha viste tante: lo scandalo della Banca Romana, la guerra italo-turca, la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, l'avvento del regime fascista e la sua caduta, la nascita della Costituzione Italiana, il Boom Economico, gli Anni di Piombo, la crisi petrolifera, Tangentopoli e la fine della Prima Repubblica, gli attentati di mafia, la globalizzazione, la crisi finanziaria, la pandemia.
Ha affrontato alti e bassi, fatto i conti con luci e ombre, ma sempre cercato di fare il suo lavoro: garantire il più possibile giustizia e sicurezza. 
Nelle mie storie di Wattpad è capitato che i personaggi dovessero rendere onore alle proprie divise, anche quando risultava difficile.
In Storia d'amore e di guerra i cugini Cesare e Tiberio Belmonte sono riusciti, dopo un anno e tanta pazienza, ad entrare rispettivamente nella polizia e nell'areonautica militare: indossano le divise nel momento più buio della storia, ed è proprio nel momento in cui si rivoltano al regime fascista che rendono onore alle loro divise, Cesare quando cerca di evitare le deportazioni nel Ghetto di Roma, Tiberio quando si unisce ai partigiani della Brigata Marittima, tutta composta da ragazzi della costa tirrenica. 
In Hotel Torriani Alba non ha una vera e propria divisa essendo una stagista di un piccolo albergo, ma vede tutti i suoi colleghi, a partire da Guido, indossare le proprie e onorarle tutti i giorni con il lavoro burocratico e manuale, con dei turni massacranti, con dei clienti che mettono a dura prova la loro pazienza: ma capisce che è proprio questo onore quotidiano l'anima dell'hotel, e che la loro gloria non la farà la percentuale di occupazione delle camere, ma le persone che ci lavorano dentro.
Ne L'ingrediente segreto la divisa è, per i dipendenti del noto ristorante milanese, rendere onore al sogno del fondatore Roberto Mainaghi, che ha iniziato come loro dal basso e che adesso è convalescente in una clinica svizzera dopo un attentato, ma è anche avere una prospettiva di lavoro e di crescita in un'Italia che, seppure in pieno sviluppo, alla fine degli Anni Cinquanta ha ancora un grandissimo divario tra le città e i paesi, da Nord a Sud.
In A passo di bachata la divisa dei genitori di Emilia, Marta, Luna e Aurora, specialmente delle rispettive madri, sono qualcosa di necessario ma ingombrante nella Repubblica Dominicana appena libera dal regime del dittatore Rafael Leonidas Truijo: per le loro figlie vogliono una vita diversa, lontana dalle divise e posizionata nei grandi salotti di Santo Domingo, dove regnano i Martinez, o a Madrid, dove i grandi sovrani sono i loro parenti del ramo spagnolo. 
Ognuno di noi, quando esce di casa, indossa una divisa, sia fisica che figurativa, ma non la onora solo con le azioni, bensì anche la sera, quando smette tali panni e sentendosi intero, senza crepe, mentre si guarda nello specchio e si sente sereno. 🩵



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