Giù le maschere!
Buonasera a tutti 🎭
Oggi è Martedì Grasso, l'ultimo giorno della festa di Carnevale: un periodo in cui si scherza, ci si traveste, si tirano coriandoli, si soffiano le stelle filanti, si fanno mille strappi alle regole alimentari, si cucinano dolci buonissimi come le frappe e le castagnole.
Il Carnevale ha origini antichissime, addirittura risalgono all'Antica Roma: durante i Saturnalia, le feste dedicate al dio Saturno (il padre di Zeus, il figlio che lo aveva spodestato dall'Olimpo e che aveva trovato rifugio in Italia, allora definita Esperia o terra del tramonto poiché ad ovest della Grecia), si giocava, si mangiava, si eccedeva, i padroni e gli schiavi si scambiavano di posto dal 17 al 23 dicembre.
Domani sarà il Mercoledì delle Ceneri, finirà l'euforia, cominceranno i preparativi per la Pasqua, si mangerà di magra il martedì e il venerdì e cadranno le maschere, non solo quelle che ci mettiamo a Carnevale.
Perché noi indossiamo maschere tutti i giorni: a scuola, al lavoro, all'università, perfino dentro casa.
Viviamo in un mondo che, nonostante si atteggi a friendly, ha trovato una maniera alternativa di volerci tutti fighi, uguali e perfetti, dentro regole sociali ancora più strette di quelle che il mondo moderno si sarebbe messo a "combattere".
Nei miei romanzi di Wattpad molti personaggi indossano maschere diverse per nascondere segreti di varia natura ma tutti uguali nel far considerare loro la pesantezza di tali maschere.
In Hotel Torriani Guido Serravalle indossa la maschera dell'uomo che non deve chiedere mai: il più affascinante ed estroverso dell'hotel, capace di stendere dieci ragazze alla volta col suo sorriso da latin lover romano; solo Alba, la protagonista della saga, riesce a vedere un ragazzo che dopo dieci anni si rimette sui libri, che si affeziona agli ospiti dell'hotel come se fossero parenti e che la incoraggia vedendo qualità che lei non avrebbe mai immaginato.
In La ragazza di provincia Alice Conforti, per scappare dal marito Alessandro Cattaneo pensando erroneamente che voglia ucciderla, sbatte la testa nelle pietre di un lago nei boschi svizzeri e viene ripescata da Francesco Pavia, in cerca di vendetta quanto lei, il quale le suggerisce di indossare una maschera: quella di Beatrice Ferretti, moglie di Alfredo (Pavia stesso) e allergica alla luce, quindi costretta ad indossare occhialoni scuri; era il 1950, nessuno avrebbe approfondito.
In Liceo Da Vinci la studentessa di III F Giulia è costretta ad indossare la maschera dell'alunna più bella del Buonarroti, liceo dirimpettaio e rivale del Da Vinci in tutto, per non rivelare di essere una Lanfranchi della Roccaforte, casata romana tanto nobile quanto in declino, e di essere costretta a sposare, dopo il diploma, il fidanzato storico Manuel Billotta, erede di un impero di mozzarelle, e di riempire così le casse vuote della famiglia.
In Storia d'amore e di guerra Gianfranco Menotti indossa la maschera più pesante di tutti, quella del podestà di San Felice Circeo, finto vedovo per giunta, mentre ha dovuto nascondere la sua amata moglie ebrea Rebecca Tagliacozzo e i loro figli Miriam, Gabriele e Anna a Londra a seguito delle leggi razziali del 1938: solo suo fratello Ernesto, il 18 di ogni mese, con le scuse di viaggi di lavoro porta loro soldi e notizie.
Dietro questa maschera c'è un uomo e tu lo sai, recitava Renato Zero in una sua celebre canzone: dovremmo ricordarcelo, ogni volta che ce ne mettiamo una, per imparare ad essere tutti più liberi e leggeri.
Buon Martedì Grasso a tutti 🎉
Commenti
Posta un commento