La sera dei miracoli

Buonasera a tutti e buona Antivigilia! 2️⃣3️⃣

Come molta gente che preferisce o la Vigilia, o il Natale, a me piacciono tutti e due, ma c'è un giorno che mi piace ancora di più: l'Antivigilia.
Questo giorno mi fa venire in mente una famosa canzone di Lucio Dalla, La sera dei miracoli: ambientata a Roma all'inizio degli Anni Ottanta, vede due innamorati nella città lasciarsi trasportare dall'atmosfera eccitante e sospesa delle Notti Romane, in un clima fatuo e finalmente lontano dai precedenti Anni di Piombo.
L'antivigilia di Natale è, di fatto, la sera dei miracoli: è la sera della corsa agli ultimi regali, delle famiglie che si riuniscono già per cucinare, degli studenti che chiudono i libri e li riaprono il 27, dei fuorisede che prendono il treno per il Sud, o l'aereo per raggiungere il loro paese d'origine.
Questa sera così dolce che si potrebbe bere, da passare in centomila in uno stadio, una sera così strana e profonda che lo dice anche la radio, anzi la manda in onda: proprio adesso parlavano dell'importanza di questo giorno su RDS, pensate un po'.
Il 23 dicembre è anche una data importante per la mia saga di Wattpad Storia d'amore e di guerra: è infatti il compleanno di Marta Filomusi, la più giovane tra i protagonisti, i Magnifici Dodici, che si mobilitano per farle una sorpresa. 
I suoi fratelli Elsa e Claudio preparano rispettivamente la torta e la sala dell'osteria di famiglia, alcuni preparano lo striscione nella tipografia di Rinaldo, altri ancora si occupano delle altre decorazioni, mentre ad Elena tocca il compito più difficile: tenere la festeggiata lontana da San Felice Circeo, con la scusa di una ricerca sul pittore Cristoforo Scacco a Monte San Biagio, dalla mattina fino al pomeriggio. Iris e Maurizio devono lavorare, ma poi si uniscono al coro: Si muove la città, con le piazze, i giardini e la gente nei bar, galleggia e se ne va, anche senza corrente camminerà.
È il 1939, "l'ultimo Natale di pace" per usare le parole di Maurizio De Giovanni nel Commissario Ricciardi, nel senso che l'Italia non è ancora entrata nella Seconda Guerra Mondiale, è la quiete prima della tempesta. 
È l'ora dei miracoli che mi confonde, mi sembra di sentire il rumore di una nave sulle onde: nessuno immagina vagamente cosa li aspetta, qualcuno ipotizza leggendo e sentendo le notizie dall'Europa, ognuno accende un cero ai santi del paese, lancia improperi ai regimi totalitari (Maurizio, che ne ha uno di riferimento ad est), oppure vi si affida sempre di più (Iris e Claudio, che cadranno nelle spire dei fratelli Menotti).
Nemmeno la Sibilla Emiliana, la chiaroveggente di San Felice Circeo, potrebbe leggere nelle sue carte, che tanto rassicurano i suoi compaesani, l'entità del disastro e dell'orrore.
Ma il 23 dicembre 1939 non si tocca: Marta entra nei suoi sedici anni, sono gli ultimi scampoli d'innocenza per lei e suoi amici. 
Conosce bene la preoccupazione di suo padre Oreste, che una guerra l'ha già vista; dei due fratelli maschi che hanno visioni politiche opposte; ma sa che i fiori possono crescere anche nel fango, anzi li può disegnare sul suo inseparabile blocco, e crescono meglio dove si passa con gli amici, e con una persona speciale, Enrico Belmonte nel suo caso.
Non sa ancora se la ricambierà, ma per ora le basta che lui sia lì, basterebbe a chiunque sappia parlargli col cuore, visto che è la sera dei miracoli, dirgli tutto ciò che si prova: E in mezzo a questo mare, cercherò di capire quale stella sei, perché mi perderei se dovessi scoprire che stanotte non ci sei.

Au revoir e tanti auguri ancora 😍




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